“Ah, ma lì avete ancora la lupara?”

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Torno a parlare di mafia. Sarà perché sono siciliana e ogni volta che sento dire “Quella è siciliana, allora è mafiosa!” mi sento stringere il cuore. Una volta mi capitò un incontro a dir poco strano: quando mi venne chiesto da dove provenissi e io risposi “Sono Siciliana” mi dissero “Ah, ma li avete ancora la lupara?!” Purtroppo l’ignoranza non hai mai fine ed è per questo che voglio ricordavi quanto sia importante parlare della mafia, perché è il silenzio che la alimenta. Quando c’è qualcuno che ne parla, e questo qualcuno disturba, la gente si mobilita, parla, inizia a denunciare. La mafia prospera sull’ignoranza e sull’omertà della gente ed è per questo che è necessario insegnare a lottare contro la mafia.

Il 23 maggio del 1992 il sismografo della stazione dell’Istituto Nazionale di Geofisica di Monte Cammarata registrò un sussulto della terra. Non era il terremoto; era l’esplosione di 400 kg di tritolo che scavò  un cratere profondo quasi quattro metri e sollevò in aria un intero tratto dell’autostrada Palermo-Punta Raisi, all’altezza di Capaci, uccidendo Giovanni Falcone, magistrato, direttore degli Affari Penali al Ministero della Giustizia. Con lui, persero la vita la moglie Francesca Morvillo, e gli agenti di scorta Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani.

Per uccidere il più pericoloso dei suoi nemici la mafia coinvolse ben cinque zone d’influenza mafiose affiliate a Cosa Nostra (Corleone, San Lorenzo, San Giuseppe Jato, Porta Nuova, Noce) e richiese il supporto di numerosi uomini e mezzi.

Gli spostamenti del magistrato furono seguiti a Roma e a Palermo. I killer erano informati del fatto che Falcone sarebbe atterrato all’aeroporto Punta Raisi da Roma. Uno degli attentatori seguì il corteo blindato che accompagnava Falcone fino allo svincolo di Capaci dove fu dato l’ordine di azionare il telecomando per far esplodere la carica di tritolo.

Sulla strage di Capaci, nonostante le numerose inchieste, non sono ancora chiari numerosi aspetti emersi dalle indagini. Un buco nero che, purtroppo, rischia di aggiungersi ai tanti altri già presenti nella storia dell’Italia del dopoguerra.

Non permetteremo ai violenti di toglierci il futuro”: con questo slogan i sindacati Cisl Cgil e Uil vogliono ricordare le vittime della violenza mafiosa. Si organizzano fiaccolate ed eventi in quasi tutte le province toscane. A Pisa  a partire dalle 22 del 23 Maggio sarà organizzata una fiaccolata col patrocinio del comune di Pisa che partirà da Piazza Vittorio Emanuele II per arrivare a Piazza XX Settembre.

NATALIA  ROSSO

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